Il romanzo horror che ha stupito Stephen King

The Ruins is your basic long scream of horror [S. King sul romanzo Rovine]

Denial. A fairy tale. [Jeff mentre pensa alla morte per inedia]

Provate un po’ a chiedere ai vostri amici lettori di suggerirvi una lettura horror. Tutti, dal primo all’ultimo, menzioneranno un paio di libri, di autori o di titoli tra i quali, sicuramente, comparirà il nome di Stephen King (in particolare, molto probabilmente IT o Shining) oppure Edgar Allan Poe. Qualcuno vi consiglierà anche di leggere Lovecraft, raccomandandovi i suoi racconti.

Io, personalmente, senza nulla togliere agli autori appena citati, vi consiglierei di leggere Rovine di Scott Smith.

9788817020329_0_240_0_0Rovine è pura narrativa horror. La trama è priva di artifici e colpi di scena, e anzi, a dirla tutta, potremmo dire che nella sua semplicità sia addirittura banale. Un gruppo di amici, due coppie, va in vacanza in Messico, paese conosciuto per le sue bellezze e anche per le sue stranezze. Lì incontrano un ragazzo che ha smarrito ogni traccia di suo fratello, e tutti insieme si recano nel posto dove sperano di trovarlo, un luogo isolato, nascosto fra la giungla e il nulla, dove degli archeologi stanno effettuando degli scavi.

Solo leggendo questo, si può immaginare che il romanzo ruoti intorno ad una montagna o una valle maledetta, si profilano nella nostra mente immagini tipiche dei racconti e dei film d’orrore: notti insonni, pericoli, trappole.

Scott Smith non ci delude sotto questo aspetto, infatti il pericolo e la morte accompagnano i protagonisti fin dalle prime pagine.

L’incipit del romanzo comincia con le due coppie, Jeff e Amy, Eric e Stacy che, in Messico, nuotano nei pressi del relitto di una nave insieme ad una guida del posto. Mentre stanno facendo snorkeling, vedono Mathias salire dagli abissi, sulle spalle una bombola di ossigeno.

La morte e la distruzione compaiono già, dunque, nella prima pagina. I quattro ragazzi che nuotano intorno a un relitto, Mathias che risale dalle profondità del mare. Sembrano descrizioni innocenti di una semplice vacanza all’estero. Invece, è proprio grazie a questi banali episodi che Smith tiene sospeso il lettore fin dall’inizio.

Sebbene non conosca separazione in capitoli, ma solo in paragrafi, per convenienza desidero dividere il romanzo in due parti. La prima parte è quella ambientata a Cancùn, dove i ragazzi sono in vacanza, la seconda nel sito archeologico.

Chiaramente, fin quando i ragazzi sono a Cancun, in hotel, a sorseggiare birra e a nuotare pigramente, il romanzo non contiene dettagli orrifici, non ci sono immagini di sangue e di morte. Nonostante ciò, la prima parte è tanto intensa, tanto difficile da digerire, quanto la seconda parte. Quando i ragazzi decidono di mettersi sulle tracce del fratello di Mathias, infatti, sembra quasi che su di loro sia già caduta una maledizione. I pensieri di Stacy si intrecciano in intricate matasse e fobie fondate sul nulla la turbano. La personalità di Amy, descritta come una persona pedante e tendente alla lagna, diviene quasi docile di fronte alla scelta dei suoi amici di andare nella giungla a cercare il fratello di uno sconosciuto. Una serie di piccoli incidenti, come il furto del cappello di Stacy alla stazione o la nausea di Eric nell’autobus verso Coba, sono descritti in maniera morbosa perché sono imbevuti di significato.

Più tardi, questi piccoli episodi ritorneranno, fra le rovine e i resti archeologici, sotto forma di ossessioni, di incubi, di incontrollabili fobie che assalgono i protagonisti all’improvviso. 

Jeff, Stacy, Amy e Eric, insieme a Mathias e a Pablo, due ragazzi conosciuti in vacanza, si troveranno a vivere esperienze terribili. Nonostante la semplicità della trama, e un lasso temporale di soli tre giorni, considerando la lunghezza del romanzo, questo non risulta essere affatto noioso. In più punti, forse, potrebbe turbare i cuori deboli. Sonorovine_4 incredibilmente dettagliate e minuziose le descrizioni di ferite e piaghe, incredibilmente intesi e realistici i tuffi nell’anima dei personaggi che Smith fa quando i suoi protagonisti si trovano ad affrontare il pericolo.

Stephen King lo ha definito “The Book of the Summer […] The Ruins is your basic long scream of horror”. 

Rovine, titolo originale The Ruins, conosce la sua prima edizione nel luglio 2016. Ispira un film omonimo.

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