Un’estate fitta di nebbia. Le atmosfere gotiche di Carlos Ruiz Zafón

Il romanzo “Il principe della nebbia” di Carlos Ruiz Zafón è uno dei componenti della trilogia della nebbia, composta da Il principe della nebbia (2002)Il palazzo della mezzanotte (2010) Le luci di settembre (2011, date in traduzione italiana).

Il romanzo è ambientato sulle sponde dell’Atlantico, negli anni della Seconda Guerra Mondiale, in particolare nel 1943. I protagonisti sono i membri della famiglia Carver, che si trasferisce in una piccola cittadina lontana dal pericolo della guerra. Lo stile del romanzo è genuinamente gotico, l’atmosfera è spettrale e alcune pagine sono incredibilmente spaventose.

Lo stile del romanzo è molto semplice, non pecca di pomposità strutturale, con frasi lunghissime e paroloni da capogiro, e anche il romanzo in sé è molto breve. La trama è abbastanza fitta, eppure lineare. Tutto ruota intorno a un personaggio malvagio, Mister Cain, un mago dai poteri oscuri. Mister Cain promette di esaudire i desideri di chiunque chieda il suo aiuto, in cambio di un pegno, da riscuotere subito o dopo negli anni; la pena per chi non salda il debito con Cain è la morte. 28bxoac.jpg

Il figlio dei Carver, Max, ha uno spirito di osservazione eccezionale. Nota subito, quando si trasferisce in questa piccola cittadina con la sua famiglia, che l’orologio della stazione nella quale arrivano segna un orario sbagliato, perché gira in senso antiorario, come a tornare indietro nel tempo. Avverte uno strano malessere rendendosi conto di ciò, e la presenza di uno strano gatto che sembra particolarmente attratto dalla famiglia non fa che aumentare la sua inquietudine.

Zafón utilizza nel suo romanzo immagini terrifiche abbastanza trite e ritrite. Cain si trasforma in pagliaccio, e i pagliacci sono inquietanti anche per chi non ha visto il film E.T. La nebbia, che nasconde le cose, copre la vista, crea suspense. La piccola Ivina Carver, che accoglie lo strano gatto in casa, senza riuscire a percepire la malignità della sua aura. Il guardiano del faro, un classico nei libri e nei film dove il protagonista principale è il mistero.

Tuttavia, Zafón utilizza queste immagini terrifiche con incredibile maestria! Ci sono pagine e pagine di puro terrore. Il linguaggio viene adattato alle circostanze, veloce e calzante per far salire nel lettore la voglia di proseguire nella lettura, lento e mellifluo nelle descrizioni spaventose di Mister Cain e delle sue malefatte.

Non manca un piccolo intreccio sentimentale, descritto nei modi più teneri, essendo il suo romanzo adatto a un pubblico giovane. Zafòn sembra conoscere perfettamente la mente dei ragazzi, i loro pensieri e i dubbi che sorgono di fronte a situazioni nuove e sentimenti mai provati prima, l’imbarazzo di un primo bacio dato in pubertà, i sorrisi timidi di due persone che si piacciono.

Nel romanzo, Max Carver e Ronald, ragazzo nato e cresciuto nella piccola cittadina, diventano subito amici, e si dedicano ad attività ludiche anche abbastanza pericolose, quando si immergono nelle profondità del mare per recuperare i segreti nascosti di un relitto naufragato anni addietro.

I colpi di scena sono sicuramente uno dei punti forti di Zafón. Ad ogni modo, a svariate pagine dal finale, è possibile prevedere come la storia andrà a finire; ciò non impedisce di proseguire nella lettura, tutt’altro. Lo stile di Zafon è così coinvolgente e i suoi personaggi fanno innamorare il lettore talmente tanto, che non c’è modo di sospendere la lettura del romanzo per dedicarsi ad altro. Il lettore resta al fianco di Max fino alla fine.

Consiglio la lettura di questo romanzo e, non appena avrò modo, leggerò gli altri due romanzi della trilogia della nebbia.

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