Breve saggio su Kakuta Mitsuyo

Questa autrice è, nonostante la fama che ha in Giappone, poco tradotta nel resto del mondo. Ha vinto alcuni premi letterari tra cui il Kayen nel 1990 (premio dato a scrittori esordienti) e la 132esima edizione del Premio Naoki.

Questa attrice è molto attiva sui social network, ha un profilo tweeter molto frenetico e attraverso questo scambia pensieri con Banana Yoshimoto.

Uno dei suoi racconti famosi è “Pieces”, scritto in occasione del disastro di Fukushima e della raccolta “Scrivere per Fukushima”. La protagonista di questo racconto è una donna di mezza età che passeggia su una spiaggia, che riflette sul suo matrimonio che entra in crisi perché, in occasione del gran blackout (del 2006 realmente accaduto durante la notte), scopre che il marito ha una relazione extraconiugale e lo lascia. I suoi pensieri girano intorno a parole quali perdita, infelicità, dolore.

Questo racconto è stato scritto in occasione del disastro di Fukushima, eppure non si fa nessun accenno alla tragedia: è, questo, un artificio letterario utilizzato per tutte le opere di questo genere; ci sono dei legami con il tragico episodio, legami che sono appena percettibili; in questo caso, Kakuta parla del blackout del 2006, causato dalla TEPCO, che è poi coinvolta nel disastro nucleare di Fukushima.

I personaggi di Kakuta Mitsuyo sono in genere delle donne che vivono dei momenti di transizione, le loro fasi di cambiamento sono associate a delle rinunce che loro fanno della propria personalità per integrarsi con gli altri. Ha in comune questa cosa con altri scrittori:

  1. Lo scrittore giapponese Shiga Naoya, che parla dell’uomo non integrato socialmente
  2. Lo scrittore giapponese Natsume Soseki, che in Kokoro parla di questo ragazzo che cerca la propria collocazione nel mondo
  3. Lo scrittore giapponese Shuichi Yoshida che, in Parade, descrive cinque personalità, cinque coinquilini che non sono di fatto amici ed è, infatti, la storia di cinque solitudini

In Taigan no Kanojo (Women on the shore), che andremo ad esaminare, le protagoniste sono due donne. È indispensabile fare una premessa e aprire una parentesi sulla figura della suocera: nella cultura giapponese è vista come il male supremo nel matrimonio, la suocera infastidisce la nuora. Anche qui ritorna questo tema, nonostante sia un personaggio minore riesce ad essere molto scocciante. Le due protagoniste sono

  1. Sayoko: si sposa e ha una bambina. Quando la figlia ha tre anni, la donna decide di tornare al lavoro e la suocera è contraria. Inoltre, lei fa molti colloqui di lavoro ma essendo madre viene vista come impiegata poco affidabile che antepone la famiglia al lavoro (altro tema diffuso: discriminazione della donna sul lavoro)
  2. Aoi: è la donna che offre lavoro a Sayoko. Non si sottomette alla logica del cameratismo

Nonostante all’apparenza siano molto diverse tra loro (Sayoko molto formale e gentile verso il capo Aoi mentre Aoi si dimostra molto alla mano) hanno molte cose in comune.

Il libro è diviso in due parti, un capitolo affidato a ciascuna e la narrazione è in terza persona. Il narratore è quindi esterno, tuttavia non è un narratore onnisciente, in quanto il punto di vista è quello delle due protagoniste. Nella narrazione quindi noi veniamo a conoscenza, man mano, di alcuni dettagli che ci aiutano a ricomporre tutta la storia.

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